Good guys don't always wear white...
Il Lecco espugna l'ostico campo del Desio, sul campo la qualificazione e' raggiunta, ma la (in)giustizia sportiva esclude i nostri gladiatori, forse perche' scomodi???
Questo articolo esce con molto ritardo rispetto alla partita giocata sul campo, un po’ per gli strascichi che ci sono stati nel dopo partita, un pò perché si doveva meditare sul comportamento tenuto da tutti i giocatori in campo.Se vogliamo parlare di calcio giocato, basta una parola: fenomenali! I nostri, sempre in svantaggio, hanno avuto la forza e in alcuni casi la fortuna di recuperare sempre. Al primo gol del Desio ha risposto D’Ambra, messo a tu per tu col portiere avversario da un colpo di genio del capitano, con un passaggio filtrante senza nemmeno guardare il compagno. Per il nisseno è stato facile insaccare e timbrare il suo primo gol nel torneo. Al secondo gol del Desio, ha risposto invece Cioffi, lasciato colpevolmente solo su calcio d’angolo battuto da Viola.
Da quel momento i nostri ragazzi hanno tirato fuori il cuore, e pervenivano al gol della vittoria con un altro colpo del capitano, decisivo nei momenti decisivi… anche qui senza guardare la porta, infila l’amico Apicella con un pallonetto in semirovesciata.
In quel momento, mancavano 4 minuti alla fine. La partita si è trascinata fino a trenta secondi dalla fine, poi il fattaccio: l’arbitro, che ha fischiato a senso unico per tutta la partita, ammonendo solo i giocatori lecchesi e solo per proteste, voltato verso il cerchio del centrocampo fischia… ma cosa fischia? Un rigore per il Desio, mentre il nostro Schillaci sta per battere la rimessa da fondo campo. Motivazione: Schillaci avrebbe preso con le mani il pallone… mi vien da dire: “Certo, lo ha preso con le mani dal fondo campo e l’ha piazzato a terra per battere la rimessa”. Cosa si può dire di più.
Ma ora smettiamola di parlare della partita, che dopo quello che è successo, passa sicuramente in secondo piano. Mi concentrerei di più sui dieci minuti che sono susseguiti al fischio dell’arbitro: lanci di bottigliette, minacce, qui tutti hanno colpa… Castellana, che sul momento può aver commesso un gesto disprezzabile, va inserito nel contesto, nessuno lo difende ma è difficile pensare che altri non avrebbero fatto la stessa cosa, o anche peggio. Ragionandoci a mente fresca, forse è più grave il comportamento di arbitro e calciatori del Desio. Perché è vero che i calciatori del Lecco hanno abbandonato il campo, ma lo hanno fatto solo dopo che i calciatori del Desio, a cui era stato richiesto di tirare fuori il calcio di rigore, hanno risposto “E perché dovremmo?”. Un puro esempio di vigliaccheria. E che dire del Byron Moreno di Monopoli? Alla richiesta di spiegazioni su cosa era successo ha risposto con le minacce fisiche, denunce ecc.
Le interviste del post partita mettono in luce nuovi aspetti della vicenda: il Desio chiede di rigiocare la partita, e questa è di per sé un’ammissione di colpa, ma senza gli espulsi del Lecco che magicamente sono diventati quattro, anche se il cartellino rosso è stato sventolato in faccia al solo Castellana… a questo punto viene un dubbio: cosa avrà scritto l’arbitro nel referto? E così si viene a scoprire che, non solo ci sono 4 espulsi, ma che addirittura mancavano 5 minuti alla fine della partita! Sensazionale! Qualcuno lo definirebbe falso in atto pubblico… chi era presente ha visto… e i giocatori del Desio lo sanno.
Forse i calciatori del Desio sono contenti di aver passato il turno con un secco 3-0, io, sinceramente, sono contento di essere uscito, ma di aver dimostrato sul campo qual è la squadra migliore. Se questi sono i miei colleghi, dal punto di vista umano e/o sportivo non ho alcuna stima di loro. Ma questa è solo un’opinione personale…
Le pagelle di Paolo Ziliani
De Chiara. Voto 6,5. Anche stavolta svolge bene il compitino, forse sui due gol ha delle responsabilità, ma merita mezzo voto in più per la prestazione di tutta la squadra. La bacchetta magica dell’arbitro lo espelle senza cartellino, ma va bene così. Ordinario.
Castellana. Voto 5. Rovina con un gesto incomprensibile una partita da 10 e lode per grinta messa in campo ed intelligenza tattica. Giusta anche l’espulsione. Impulsivo.
Cioffi. Voto 8. Gioca solo un tempo, causa febbre e stress, ma va ancora a segno col gol del 2-2. In difesa è sempre puntuale, anticipa tutto e tutti, e si becca anche un’ammonizione per aver anticipato un avversario ed averlo fatto notare all’arbitro che intanto fischiava. Who can stop the Rock?
Schillaci. Voto 8. E’ il motorino del centrocampo lecchese nel secondo tempo, mentre nel primo si limita (per così dire) ad annichilire gli attaccanti avversari che con lui non passano. Subisce falli a ripetizione, mai un lamento o un’ammonizione per i calciatori del Desio. Quando fa notare all’arbitro che ha anticipato un calciatore del Desio senza toccarlo, si prende una bella ammonizione e quando viene minacciato fisicamente, referto alla mano, si merita anche il cartellino rosso. Spina nel fianco.
Meschino. Voto 7,5. Sempre più giù di tono, è comunque prezioso per il centrocampo lecchese, copre ed imposta l’azione, anche se oscurato da Schillaci, subisce tre colpi al limite dell’area avversaria, il terzo lo butta giù, l’arbitro non fischia ed il Desio fa 2-1 in contropiede. Lui non si scompone e non dice una parola. Sportività fatta a persona.
D'Ambra. Voto 7,5. Autore del gol dell’1-1 facile facile, sulla fascia sinistra fa come il Cafu dei vecchi tempi. Rovina la prestazione con un gesto non bellissimo nei confronti dei compagni, tuttavia comprensibile. L’arbitro, sempre referto alla mano, lo espelle perché si arrabbia quando viene sostituito. Risorsa.
Morfino. Voto 7. Meno polemico del solito, si mette al servizio della squadra quando è chiamato in campo. Tutta corsa e sostanza.
Viola. Voto 7. Del reparto avanzato del Lecco è quello che si fa vedere di meno, ma come gli altri offre una prova maiuscola e grande cuore in campo. Prezioso.
Iachelli. Voto 7. Quando è chiamato in causa si smarca bene sulla fascia destra, offre palloni invitanti agli attaccanti ma questi non concretizzano. Recuperato.
Vetrone. Voto 7. Gioca poco, ma dà il suo contributo alla squadra senza farsi notare troppo, tiene palla quando c’è da tenerla e la tira via quando c’è da perdere tempo. Ligio al dovere!
Cafarelli. Voto 10. Scusate, ma stavolta lo devo dire: se lo merita tutto! Tocca 7 palloni in tutta la partita, su 4 di questi viene cinturato dai difensori avversari e tirato giù il più delle volte, mai un fischio dell’arbitro! Allora, per far capire ai difensori di che pasta è fatto rifila un calcione in volo a uno dei difensori, si becca l’unica ammonizione per fallo di tutta la partita, ma da gran signore, non dice una parola, si rialza, dà la mano all’avversario, che ricambia col sorriso, dice all’arbitro che l’ammonizione è giusta e riprende la partita. Non verrà più toccato. Sugli altri 3, offre lo splendido assist per l’1-1 a D’Ambra, fa fare bella figura al portiere Apicella su un calcio di punizione all’incrocio e firma il gol della vittoria. Non merita la lode per il brutto gesto di essere negli spogliatoi mentre viene espulso. Imperiale!
Supporters del Lecco. Voto 8. Anche stavolta fanno la loro parte per aiutare la squadra. Mitiche.
Supporters del Desio. Voto 0. Non ce n’erano… che tristezza, forse avrebbero rivalutato i loro colleghi. Non pervenuti.
Il girone si riapre, Lecco vicina alla qualificazione, ma c'e' da superare l'ostacolo Desio
La prima uscita stagionale in trasferta non è stata avara di soddisfazioni per il Lecco, che si è imposto per 4-2 sui colleghi di Bergamo 2 nell'umido e ventoso Centro Sportivo Comunale di Orio al Serio.
Anche se la prestazione dei nostri non è stata eccelsa, il risultato è comunque importante per muovere la classifica e riaprire il discorso qualificazione, che dopo la prima sconfitta in casa era stato messo pesantemente a rischio.
Ma andiamo con ordine: la partita è cominciata sotto il segno dell'equilibrio, le due squadre si sono studiate per lungo tempo prima di affondare i primi colpi.
Attorno al decimo di gioco era Viola ad avere la palla buona per il vantaggio, ma sprecava malamente tirando altissimo ad un metro dalla porta. Ma il gol era nell'aria: pochi minuti dopo era un tiro dalla distanza di Cioffi a gonfiare la rete avversaria e ad alterare gli equilibri del match.
L'ufficio di Bergamo 2 si è quindi disunito e ha cercato il pareggio alzando il baricentro del gioco, e scoprendosi inevitabilmente in difesa. I nostri hanno quindi trovato maggiori spazi per il contropiede, in particolare affondavano sulla destra, ad ondate ripetute Viola, D'Ambra e Cioffi. E proprio da due di queste incursioni nascevano il secondo (splendida girata in semirovesciata di Schillaci su calcio d'angolo) ed il terzo gol (discesa magistrale di Cioffi con tiro di precisione finale).
Sul 3-0, il mister Castellana pensa quindi di non fare alcun danno alla squadra mandando in campo alcune riserve per far tirare il fiato ai titolari. La partita a questo punto prende una svolta inaspettata: il Bergamo 2 non ci sta a perdere senza lottare ed approfittando della palese inconsistenza delle riserve lecchesi, attua delle manovre avvolgenti che fruttano due gol e diverse parate mirabolanti del Principe degli Iarvaloni (splendida la deviazione sulla traversa di un tiro dalla distanza e parata alla Garella su incursione degli attaccanti avversari).
A questo punto il mister riprende in mano la partita e rimette in campo i titolari, conscio che ogni minimo errore può fruttare il pareggio ai bergamaschi. La partita si trascina stancamente sul 3-2 fino a qualche minuto dal fischio finale quando D'Ambra, smarcato sulla destra opera una discesa e mette al centro per Vetrone, il quale aggancia e, fortunosamente, batte il portiere avversario infilando nell'angolino il gol della sicurezza, dando sfogo all'esultanza repressa nelle due partite precedenti.
Una parola sugli assenti: si è sentita la mancanza di una punta "di peso" lì in avanti, il capitano, infortunato dopo il brutto scontro con i due difensori del Vimercate, avrebbe fatto comodo perchè la squadra è sembrata meno incisiva del solito nel reparto avanzato. La presidenza spera di poterlo recuperare per l'importante sfida con il Desio.
(Felix)
Le pagelle di Paolo Ziliani
De Chiara. Voto 6. Ordinaria amministrazione per il portierone del Lecco, con qualche acuto nei momenti di maggior pressione dell'UL Bergamo 2. Non può nulla sui gol incassati, ma fa sempre sentire la sua presenza in campo. Lodevole.
Castellana. Voto 6-. E' apparso meno lucido del solito, sia sotto il profilo tecnico (troppo avulso dal gioco della squadra), sia sotto quello tattico (decide i cambi sbagliati nel momento sbagliato). Inconsistente.
Cioffi. Voto 7,5. E' impressionante nelle chiusure come il Samuel dei vecchi tempi, e questa volta marca il tabellino per ben due volte. In questa partita è lui l'uomo squadra ed il match-winner. Bandiera.
Schillaci. Voto 7-. Sigla il gol più bello della serata con una mezza rovesciata su calcio d'angolo, ma è apparso in calo, più impreciso del solito. Anche lui è un baluardo sulle chiusure difensive, corre per sè e per i compagni più svogliati, pagando però con la già citata imprecisione nei tiri in porta. Acrobatico.
Meschino. Voto 5,5. Il capocannoniere della squadra stavolta non va in gol, e sembra sempre più affaticato. Parabola discendente.
D'Ambra. Voto 6,5. Finalmente si vede un giocatore vero. Questa volta corre con criterio e si mette al servizio della squadra. Offre a Vetrone l'assist per un gol facile facile, ma fa molto lavoro oscuro allargando le maglie della difesa avversaria. Ritrovato.
Morfino. Voto 6,5. Come D'Ambra, quando è chiamato in campo dal mister, mette a disposizione della squadra la sua corsa. Questa volta copre più del solito, e si fa vedere meno in attacco. Incoraggiante.
Viola. Voto 5,5. Questa volta non incide sul risultato finale. Sembra stanco e lo dimostra il gol mangiato all'inizio della partita. Da recuperare.
Affinito. Senza voto.. Tocca un solo pallone in tutta la partita. Non giudicabile.
Iachelli. Voto 6. Non gioca molto, ma la sua azione in percussione che costringe due avversari a stenderlo per non fargli tirare in porta è fenomenale. Ronaldinho.
Paolillo. Senza voto.. Anche lui non gioca molto, ma non fa nulla per entrare nel vivo del gioco. Non pervenuto.
Vetrone. Voto 6+. Primo gol in carriera per il beneventano, merita 4 per il tiro steccato, ma 8 per l'esultanza in stile Tardelli ai mondiali del 1982. Campione del Mondo!
Supporters del Lecco e del Bergamo 2. Voto 8. Incuranti del freddo e dell'umidità, incitano tutti i giocatori a colpi di megafono. Questo sì che è il vero spirito del calcio!!! E gli "amici di Como" dovrebbero prendere esempio da questo, loro che sono i campioni dell'antisportività. E poi si meravigliano del perchè quelle che dovrebbero essere le loro tifose fanno il tifo per il Lecco. Il calcio è divertimento, e loro con noi si divertono!!! Strepitose.
Lecco sfata il mito e travolge l'Ufficio di Vimercate
Ieri sera, nell'umido campo di Oggiono, si è giocata una delle più entusiasmanti partite del Torneo organizzato dalla Direzione Regionale Lombardia dell'Agenzia delle Entrate. A difendere i colori dell'ufficio di Lecco, un gruppo di aitanti giovani (?) composto da Simone De Chiara (detto Il Principe), Marco Castellana (detto Piero da Erba), Angelo Cioffi, Luigi Schillaci (degno omonimo del Totò nazionale), Antonio Meschino, Mario D'Ambra (detto Fuffy), Enzo Viola (detto 'O Brasiliano), Giuseppe Morfino, Giuseppe Paolillo (detto ' Verificatore), Roberto Vetrone, and last but not least Felice Cafarelli (il Capitano).
La partita è iniziata sotto i peggiori auspici. A pochi minuti dall'inizio, infatti, l'organizzatissimo team di Vimercate aveva già violato la rete del Principe che però, incoraggiato dalla splendida tifoseria, non si è lasciato abbattere.
Nei minuti successivi l'ufficio di Lecco ha letteralmente travolto gli avversari con i goal di Meschino, Viola e Schillaci. Si è andati a riposo sul risultato di 3-1.
All'inizio del secondo tempo la musica sembrava aver cambiato registro, complice il calo delle cheerleaders distratte dalle doti fisiche di un giocatore della squadra avversaria, che ha fatto calare il rendimento del portiere, il quale non sentendosi sufficientemente supportato ha commesso quella che si definisce in gergo calcistico una "papera" che ha portato al secondo gol del Vimercate.
Ma i nostri baldi giovani hanno ripreso in mano la situazione e con una splendida doppietta del capitano, acciaccato per un fallo subito nei primissimi minuti di gioco, hanno chiuso definitivamente il match sul risultato di 5-2.
Grazie anche al pareggio del Como con la rappresentativa dell'UL Desio 1, si sono dunque riaccese le speranze per la squadra lecchese che mercoledì affronterà fuori casa i colleghi di Bergamo 2.
Un plauso particolare alle ragazze della tifoseria che, con il loro entusiasmo, hanno fatto la parte dell'ottavo "uomo" in campo! E mercoledì...tutti a Bergamo!!!
(Katia)
Le Pagelle di Paolo Ziliani
De Chiara. Voto 7,5. Il Principe si riscopre portiere delle grandi occasioni, nega gol a iosa agli attaccanti avversari prendendosi gli applausi delle cheerleaders e sfoderando carisma nel comandare la difesa. La manina sempre alzata a salutare la tifoseria ne fa un personaggio regale. Saracinesca.
Cioffi. Voto 7,5. L'anziano difensore del Lecco si conferma la colonna portante della difesa. Questa volta l'arbitro lo grazia diverse volte dal cartellino giallo, anzi ammonisce tutti coloro che entrano in contatto con lui. Sempre lucido e calmo nel giocare la palla, dà sicurezza a tutta la difesa. Baluardo.
Schillaci. Voto 8. Alla prima uscita stagionale, fà valere il suo peso, finalmente calmo in campo, evita le espulsioni ed ispira i compagni con lanci illuminanti. Il suo gol è sicuramente il più bello della serata con un'azione solitaria partita dal cerchio di centrocampo. Motorino.
Castellana. Voto 6,5. Prova sottotono rispetto ai colleghi della difesa, ma si fa trovare sempre pronto nelle chiusure. Un pò rissoso all'inizio quando ha un battibecco col n.7 avversario, si rifà nel finale quando gli avversari hanno già mollato con discese ficcanti sulla fascia sinistra. Pendolino.
Meschino. Voto 6,5 di stima. Dovrebbe ispirare il gioco del Lecco, ma è sembrato parecchio sottotono rispetto ai suoi standard. Nonostante tutto va in gol, anche se fortunosamente su un rimpallo col portiere. Da rivedere.
Viola. Voto 7. Non molla mai, scatta, si danna l'anima per rincorrere gli sciagurati lanci di Cioffi e alla fine ha ragione: l'arbitro appunta il suo nome sul tabellino marcatori! Caparbio.
D'Ambra. Voto 6-. Ha finalmente capito che non si tratta della maratona di New York ma di una partita di calcio. Molto meglio così! Deve ancora trovare l'affiatamento con i compagni ora che ha capito che non si gioca da solo, ma va incoraggiato. Colibrì.
Morfino. Voto 7-. Sopperisce alle carenze tecniche con una gran corsa. Si smarca con facilità ma conclude poco, uno specifico allenamento di freddezza sotto porta non gli farebbe male. Cionondimeno mette in difficoltà la difesa avversaria allargandola per creare spazio per gli inserimenti dei compagni. Suo l'assist che chiude la partita. Maratoneta.
Vetrone. Voto 3. Sbaglia l'impossibile, si intestardisce coi dribbling, che non sa fare. Manca la porta anche all'interno dell'area piccola, in uno slancio buca la pancia del difensore avversario con un calcio. Se la prende per tutto e con tutti, non si può! CFL.
Paolillo. Voto 7+. Nonostante sia in evidente stato interessante (si presume sia una delle ultime partite prima dell'astensione obbligatoria), ha comunque dato il meglio di sè e ha sfiorato il primo gol in carriera nei minuti di recupero. Voglioso.
Cafarelli. Voto 7,5. Da buon "capitano" non abbandona la nave neanche nei momenti di difficoltà, così lui, incurante del dolore provocato dai calci presi dai difensori avversari, vìola, per ben due volte, la porta avversaria, come il buon vecchio Joao Paulo ai tempi di Bari. Stoico.
Supporters. Voto 10. Sono letteralmente l'ottavo "uomo" in campo. Si fanno sentire, appoggiano la squadra in tutti i momenti, anche dopo la papera di De Chiara, anche se apprezzano più i giocatori della squadra avversaria. Grazie Maria, Katia, Manuela, Alessandra, Giusy e Francesco! Vi aspettiamo a Bergamo!
Cronaca di una morte annunciata
Il match inaugurale del Girone C, sembrava una passeggiata di salute, vista l'età media della squadra avversaria. Qualche giorno prima, in clima di pronostici, si era data per scontata la vittoria dei "lattanti" lecchesi sul "reparto geriatrico" di Como. Invece, a farla da padrone sono state l'esperienza e l'affiatamento della squadra avversaria. Così, è cominciata una serie di "botta e risposta" a suon di gol. Da una parte, il Como andava a segno e, dall'altra prontamente rispondeva il Lecco. Il clima era un pò teso, soprattutto per un voltafaccia di un CFL che all'ultimo minuto di calcio-mercato ha ceduto il proprio "cartellino" al Como, lasciando con un palmo di naso la squadra Lecchese che lo corteggiava da tempo.E la tensione in campo si è sentita fin dai primi minuti: sono volate minacce tra l'attaccante comense Patrik Orlando ed il difensore lecchese Angelo Cioffi, e sono continuate fino alla fine della partita.
Tornando a parlare del calcio giocato, molta della responsabilità della sconfitta, oltre ad una papera nel finale del portiere De Chiara, è da attribuire alla scarsa incisività del reparto offensivo, inconcludente ed in balia dell'esperta difesa avversaria. De Chiara sbaglia l'impossibile e il capitano si danna l'anima per mettere i compagni in condizione di gonfiare la rete: mette lo zampino in due dei quattro gol dei nostri beniamini, fintando sul tiro di Castellana, autore del primo gol e mandando in rete con una splendida triangolazione (non ai sensi del DL 331/93) il compagno Viola, autore del terzo gol. In tutto questo riesce anche a colpire un palo e dare a Vetrone la palla che risolverebbe la partita dopo aver dribblato il traditore portiere avversario, ma il beneventano tira senza guardare e becca il sedere dell'unico difensore rimasto a difendere la porta. Nel mezzo i due gol di Meschino.
A quel punto si era sul 4-4, e qui inizia il papocchio: un colpo di vento sposta il pallone tra Cioffi e De Chiara, e Orlando ne approfitta per infilare la porta con un colpo di testa. Il Lecco si disunisce e subisce il 6-4 allo scadere, con la difesa allo sbando.
Speriamo che, come in tutti gli esordi dei Campionati del Mondo, la squadra che perde la prima partita sia quella che poi, alla fine, solleva al cielo la Coppa.
Accantonato il Derby, si pensa già al prossimo appuntamento con l'UL di Vimercate...e che Dio ce la mandi buona!!!
(Katia&Felix)
Le pagelle di Paolo Ziliani
Paolillo. Voto 5. Inizia la partita tra i pali, ma non è la sua giornata, insicuro su tutti i palloni, si becca tre gol dei quali almeno due evitabilissimi. Chiaramente, non dà nemmeno sicurezza alla difesa che rincorre gli attaccanti avversari senza criterio. Spaesato.
De Chiara. Voto 6-. Sostituisce Paolillo in porta nel secondo tempo dopo un primo tempo giocato su livelli non eccezionali in appoggio alla punta Cafarelli. Dà più sicurezza alla difesa con parate degne del miglior Yashin, cui assomiglia molto, ma è sua la responsabilità del gol che spegne le speranze della squadra a pochi minuti dallo scadere. Disattento.
Cioffi. Voto 5,5. Non è una delle sue migliori partite, complici gli attaccanti avversari che lo fanno ballare tra di loro. Non merita la sufficienza per il nervosismo mostrato in campo già dai primi minuti. Arrabbiato.
Castellana. Voto 5,5. Fa il paio col collega Cioffi, danzando anche lui tra gli scambi degli attaccanti avversari, corre molto ma senza criterio e nel finale paga la stanchezza più degli altri. Ballerino.
Morfino. Voto 5,5. Quando entra sembra pendolino Cafù sulla fascia di competenza, gran corsa ma tocco di palla zero. Avrebbe anche la possibilità di segnare in contropiede, ma gli avversari hanno un alleato in più: con una spallata regolare il vento lo butta giù... lui invoca il fallo ma niente da fare: l'arbitro non fischia. Salice piangente.
Meschino. Voto 6,5. L'unico che lotta nella zona nevralgica del campo, non è al meglio e si vede, ma cerca con tutte le sue forze di ispirare i compagni e va anche in gol con un'azione caparbia. Guerriero.
D'Ambra. Voto 4,5. Non gioca per la squadra e appena riceve il pallone abbassa la testa e si defila sulla sinistra. Ad un certo punto gli avversari lo capiscono e lui smette di giocare. Se il calcio è un gioco di squadra, il nissano potrebbe tranquillamente dedicarsi al minigolf, lì almeno la testa bassa ha un suo perchè. Regredito.
Viola. Voto 7-. Merita un plauso per tutte le volte che cerca la palla, i compagni e gli scambi, e segna un gran gol su splendido assist del capitano. Parimenti non merita di andare in panchina per tutto il tempo che il mister lo lascia fuori, lui almeno metteva in difficoltà gli avversari con le sue sgroppate sulla fascia destra. Fuoriclasse.
Vetrone. Voto 5-. Sempre polemico, e mai incoraggiante nelle sue giocate. Si intestardisce nell'affrontare gli avversari da solo e a testa bassa, fa il paio con D'Ambra ma sull'altra fascia. Mai incisivo riesce solo a fare il solletico agli avversari con tiri senza pretese dalla distanza. Il culmine lo si ha quando a porta vuota vuole fare il gol di fino, ma un difensore girato di spalle gli nega la gioia del gol. Inconcepibile.
Iachelli. Voto 5,5. Gioca pochi minuti e non incide sulla partita, un pò troppo lento ma va incoraggiato. Moviola.
Cafarelli. Voto 5,5. Non gioca ai suoi soliti livelli, troppo solo in attacco, cerca di essere altruista tutte le volte che può ma i compagni, a parte Viola, non mettono a frutto i suoi assist. Fa solo due tiri in porta in tutta la partita, sul primo è bravo il portiere avversario a chiudergli lo specchio, sul secondo è il palo a strozzare il grido di gioia. Sottotono.
Supporters. Voto 2. Era il Lecco a giocare in casa, ma sembrava di essere al Sinigaglia di Como. Ho detto tutto! Deludenti.
Duecentesimo gol in Ghislacup!
Ciao a tutti, solo un piccolo post per avvisarvi del duecentesimo gol in Ghislacup, forza Felix!!!Due parole su quello che e' successo a Catania...
Quello che è successo a Catania mi ha dato molto da pensare... Mi ha fatto pensare al calcio, o a quello che sta diventando, ad una persona che non c'è più perchè faceva il suo dovere, a dei malati che hanno come unica valvola di sfogo della loro squallida vita lo stadio, dove possono essere ciò che veramente sono: degli animali...Si, possono essere solo degli animali ad aver fatto quello che è successo. Il calcio è divertimento, ed io vado allo stadio solo per divertirmi, stare vicino alla mia squadra, godermi una vittoria o disperarmi per una sconfitta, con la consapevolezza che c'è lì della gente che è deputata a proteggermi dai suddetti animali. Ma come è possibile che esistano tifosi così, per di più devoti (stando alle coreografie di Sant'Agata mostrate durante la partita), e per di più alcuni sono figli di poliziotti.
Non sono mai stato un amante delle forze dell'ordine, perchè ho visto fare cose del genere anche a loro, tuttavia non riesco a comprendere i motivi che possono spingere un uomo a comportarsi così...
Riprende la Ghislacup!
Molti di voi non sanno che da quando mi sono trasferito qui a Lecco gioco molto spesso a calcio, e mi sono ritrovato invischiato in una cosa abbastanza singolare: la Ghislacup. Mi chiederete: cos'è 'sta Ghislacup? Potrei dirvelo... e vabbè, ve lo dico: la Ghislacup è, praticamente, una competizione permanente che dura da circa 14 anni e si chiama così perchè inventata da tale Marco Ghislanzoni (un saluto a Marco!!!). Per i dettagli e per capire la mente dissociata e contorta di questo ragazzo visitate il sito ufficiale della competizione... mentre qui c'è la scheda del Felix, autore di ben 167 gol in 101 partite (ad oggi), considerato che gioco in difesa... non è affatto male!PS: Ecco le foto della mia maglia Ghislacup, nome e numero e una chicca: il logo Ghislacup ricamato sulla maglia (si nota in quella blu).